Non abbiamo il diritto di decidere per gli altri

Quando vogliamo aiutare gli altri, anche se mossi dall’amore per una persona cara o dalla compassione per un estraneo che sappiamo essere in difficoltà, è fondamentale ricordarsi che NON ABBIAMO IL DIRITTO di decidere per gli altri.
Ogni anima ha un diverso percorso e ogni persona ha un suo modo speciale di seguirlo o di NON seguirlo, noi non siamo i maestri di nessuno e non abbiamo né il diritto né il compito di salvare nessuno se non noi stessi.


Non è facile rimanere in silenzio, non è facile fare un passo indietro. Spesso quando si impara qualcosa che per noi funziona, ci fa stare bene o meglio e ci permette di evolvere, abbiamo l’inarrestabile tentazione di rendere tutti partecipi e di voler convincere gli altri a seguire il nostro esempio... non funziona così. 
Quello che è bene per noi non necessariamente è bene per gli altri, e soprattutto, se non è l’altra persona a decidere di chiedere il nostro aiuto, quello che cerchiamo di fare verso di lei è un’invasione voluta dal nostro ego, dalla nostra convinzione di essere migliori o dalla voglia di essere riconosciuti. 

Se quella persona non è pronta, possiamo solo innervosirla (giustamente) o addirittura crearle dei danni perché andiamo a smuovere in lei energie, blocchi o emozioni per gestire i quali non ha gli strumenti giusti, almeno non ancora.

Questo vale per tutto, quindi vale anche per il Reiki.

Reiki funziona per noi, perché siamo pronti, perché lo abbiamo scelto, perché la nostra anima ci ha guidato fino a qui, e funziona per coloro che ci chiedono di riceverlo, per gli stessi motivi. Ma con estrema probabilità, se vorrete a tutti i costi fare Reiki a qualcuno che non è convinto di farlo, non avrà effetto e vi sentirete dire: “Non ho sentito nulla” o anche peggio. 
Non possiamo imporre agli altri la nostra visione delle cose, nemmeno il nostro amore, il ricevere è una scelta proprio come il dare

Il vero donare di cuore, il donare disinteressato, non è dare quello che NOI crediamo essere il bene per l’altra persona, ma l’accettare di dare o NON dare, secondo quello che l’altra persona desidera, secondo quello che lei è convinta essere il suo bene... anche se non siamo d'accordo.

Nell’atto del dare, il nostro bene e le nostre convinzioni passano in secondo piano, l’unica cosa che conta è la persona che riceve e non il nostro ego che vuole sentirsi importante. 

Dare come atto d'amore significa dare anche la possibilità all’altra persona di essere libera di dire NO. 

Questo è il vero dare, rispettare gli altri, rispettare anche il loro diritto di rimanere nel dolore e nell’infelicità se questo è quello che vogliono, noi possiamo solo offrirci di essere lì qualora volessero il nostro aiuto e il nostro sostegno.
(clicca qui e leggi: Come dare agli altri senza interferire)

Se la persona in questione è molto vicina a noi e il suo stare male ci causa dolore o anche problemi nella nostra vita, non è su di lei che dobbiamo “lavorare” con il Reiki se lei non lo vuole, ma su di noi, per cambiare le nostre emozioni, le nostre convinzioni e il nostro approccio rispetto alla situazione.

Il mondo che ci circonda è solo il nostro riflesso, anche la malattia o il dolore delle persone intorno a noi sono “creati” da noi, sono dentro di noi, se non ci riguardassero in prima persona non potrebbero in alcun modo essere parte della nostra vita.

Reiki, così come tutti i percorsi di crescita e liberazione spirituale, non cambiano il mondo che ci circonda, cambiano solo il nostro sguardo su di esso, ci danno giorno dopo giorno, passo dopo passo, la capacità di vedere la VERITA', ossia che solo l'amore e la luce sono reali, tutto il resto è solo un errore di osservazione da ripulire. (clicca qui e leggi: Pulizia dal passato)


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